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LE TRADIZIONI




Vista la discendenza dai pastori guerrieri pentri, la tradizione pastorale di Viticuso è molto forte e fino a qualche anno fa erano presenti nel territorio del paese migliaia di capi ovini.

Oltre alla pastorizia è ben consolidata la tradizione agricola fra i cui prodotti spiccano per fama sicuramente le patate ma Viticuso ha storicamente delle eccellenze anche nella produzione di numerosi altri prodotti.

Il simbolo della tradizione gastronomica è senza dubbio l’abbuóto viticusano, insaccato cotto di carne ovina con un “cuore” di uovo, peperone e spezie di montagna. Si tratta di un prodotto unico nel suo genere, che a differenza dei prodotti dal nome simile non contiene frattaglie o interiora. In antichità era mangiato da pastori, guerrieri e briganti, che lo usavano per conservare e trasportare carne in montagna anche dopo giorni dalla macellazione e senza bisogno di accendere fuochi per cucinare.

 

FESTA PATRONALE

La devozione a Sant’Antonino di Apamea è molto antica. Il culto di questo santo fu diffuso in diversi paesi del Lazio, del Molise e di altre parti d’Italia nel medioevo. A Viticuso avvenne ad opera dei monaci benedettini di Montecassino. Ci sono numerose leggende, canti e tradizioni popolari che narrano di una presenza reale del santo nel territorio del paese dove avrebbe operato prodigi e guarigioni. La festa patronale, organizzata dal Comitato Festa che ogni anno si forma proprio per l’organizzazione della stessa, si svolge i giorni 1 e 2 Settembre ed attrae pellegrini e visitatori. 

Particolarmente suggestiva è la processione serale del 1 Settembre che segue la messa celebrata nella cappella di Sant’Antonino. I fedeli discendono lungo la strada panoramica alla luce di fiaccole e candele. Alle porte di Viticuso vengono accolti da una seconda processione proveniente dalla chiesa parrocchiale con la statua del Santo, le reliquie e lo stendardo. I fedeli in questo punto del paese, dove è posta una piccola cappellina dedicata al Santo, fanno sosta per una preghiera e per la tradizionale “asta” della statua, prima di fondersi in una unica processione per fare rientro nella chiesa madre attraversando la piazza principale.

Il secondo giorno di festa prevede la messa all'aperto nella piazza del paese e una processione che si snoda per le vie del paese. Per i viticusani la festa patronale è la più importate dell’anno, quella che per tutti segna l’inizio del nuovo anno di vita, lavorativo e scolastico.

 

ASTA DELLA STATUA

I viticusani hanno un profondo e autentico attaccamento al santo patrono Antonino tanto che, in occasione della festa, si adoperano per contribuire all’organizzazione dei festeggiamenti, nei quali si colloca anche l’asta della Statua del Santo. Essa viene fatta la sera del primo settembre, durante l’incontro delle due processioni, e dopo la messa del 2, prima che essa riparta per via sant'Antonino e si faccia rientro nella chiesa madre . Si dice che la statua venne messa all’asta perché molte famiglie, giovani ed intere contrade ci tenevano nel portarla in processione e che spesso ciò generava liti. Si narra che la statua venisse custodita dalla famiglia o nella contrada aggiudicatasi l’asta durante l’intero anno, fino alla festa successiva. Oggi questa è diventata una tradizione e si è formato un gruppo di portatori della statua che si tramandano di generazione in generazione.

 

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Foto di Igor Todisco